Terapie complementari

Sono stata ad un convegno patrocinato dalla Asl 3 Genovese sulla “ medicina complementare” di un ambulatorio presso l’ospedale Gallino delle malattie rare.

Tra i relatori hanno partecipato anche altri due presidii pubblici uno della regione Toscana ed un altro di Merano. Sono ambulatori pubblici dove si praticano, con la terapia ufficiale, protocolli di medicine alternative prevalentemente su pazienti oncologici e non solo.

L’apertura ad altre medicine in un ambiente pubblico mi ha dato speranza di percorsi integrati e giustamente si è ribadito un concetto fondamentale: non esistono terapie più importanti e meno importanti ma quelle adatte al paziente.

Come medico che si occupa di medicine alternative dal 1986 ho visto quanta fatica quasi incomprensibile per la medicina ufficiale sia “ costruire protocolli terapeutici” basati non sulla patologia ma sulle caratteristiche del paziente.

Infatti la medicina classica si basa sulle classificazioni delle patologie e di sistemi fisiopatologici, mentre le medicine più antiche e complementari si basano sui sintomi clinici individuati e classificati in modi diversi a seconda della tradizione medica.

L’individuazione di sintomi non vuol dire curare il sintomo ma piuttosto la sua causa. Nonostante le ricerche scientifiche più avanzate, la terapia ufficiale cura più il sintomo che la causa o non la causa remota.

Un esempio: sappiamo che gli antibiotici curano una patologia causata dai batteri, ma solo recentemente abbiamo scoperto che esistono da miliardi di anni dei nostri batteri intestinali senza i quali moriremmo. Allora alcune pratiche antiche per mantenere equilibrata la flora intestinale sono prioritarie rispetto ad una terapia soppressiva dei sintomi respiratori.

Ovvero meglio curare l’influenza senza antibiotici ed aiutare la stitichezza assieme al sistema immunitario. Le semplificazioni non sempre aiutano la corretta informazione medica e per questo se vedo con entusiasmo i protocolli delle medicine integrate rimango anche scettica sul fatto che meno protocolli ci sono e meglio si cura con le medicine complementari. Il protocollo terapeutico è sempre personalizzato per definizione nelle medicine complementari.

Aggiungo che le medicine alternative pretendono una attenzione maggiore da parte del terapeuta o dal team terapeutico rispetto a protocolli della medicina classica con tempi e costi che hanno vantaggi nel lungo periodo, non nell’immediato. I risultati incoraggiano a proseguire.

Quindi parliamo di medicina complementare perché accompagna la medicina classica ma non per questo meno valida ed efficace.